Starbucks, caffè a impatto zero entro il 2030

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Dopo essere stato l’“ambasciatore” del caffè all’italiana (anche se in realtà lo ha profondamente americanizzato), Starbucks punta ora ad essere identificato con un altro valore, quello della sostenibilità. La multinazionale con base a Seattle si è infatti impegnata a ridurre le emissioni nocive e conservare le risorse d’acqua nella produzione del caffè acquistato dagli agricoltori, per arrivare a impatto zero di carbonio entro il 2030.

Un caffè buono per il pianeta
Come centrare un obiettivo così ambizioso in soli 9 anni? Attraverso una serie di iniziative che vanno dal ripopolamento delle foreste all’affiancamento per insegnare agli agricoltori a ridurre l’uso di fertilizzanti, fino all’acquisto di compensazioni delle emissioni di carbonio, quando non è possibile ridurle con scelte aziendali. Come sottolineato da Michelle Burns, vicepresidente Starbucks, la scelta di questa strategia nasce dall’attento ascolto delle preferenze dei consumatori. “Avvertiamo – ha dichiarato all’agenzia di informazione economica Bloomberg – un senso di urgenza da parte dell’opinione pubblica mondiale”. Che, appunto, sarà preso esaudita nei suoi desideri di sostenibilità, per un caffè (ma anche latte macchiato, frappuccino e le tantissime altre declinazioni) buono per il consumatore e per il pianeta.