Sapete che esiste l’Indiana Jones del caffè?

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Si chiama Aaron Davis, è uno scienziato inglese ed è il vero “Indiana Jones” del mondo caffè. Proprio così: il dottor Davis, botanico che lavora e studia le piante ai Giardini Reali Britannici Kew, ha scoperto più specie di caffè selvatico di chiunque altro. Le sue avventure lo hanno portato nelle giungle degli angoli più remoti del pianeta: ha incontrato serpenti, è stato quasi calpestato dagli elefanti in Tanzania, è stato bloccato in un fiume per ore in Mozambico, ha preso febbri tropicali e camminato per chilometri e chilometri nelle foreste pluviali.
Ma, in questo viaggiare, Aaron Davis e i suoi collaboratori hanno scoperto 23 delle 124 specie di caffè selvatico conosciute nel mondo. L’obiettivo di queste imprese, spesso pericolose, è uno solo: rendere la bevanda preferita al mondo resiliente ai cambiamenti climatici, attraverso lo studio delle più estreme specie di caffè selvatico.

Trovato un nuovo caffè?
Il numero totale delle specie scovate da Davis e il suo team potrebbe presto salire a 125. Già, l’Indiana Jones del caffè  pensa di averne appena scoperta una nuova: un caffè selvatico del Madagascar. E’ importante monitorare nuove specie di caffè, particolarmente resistenti ai cambiamenti estremi, perché il 60% dei caffè conosciuti è minacciato da tanti fattori, come  il riscaldamento globale, la perdita dell’habitat, le malattie e i parassiti. Davis e altri esperti in tutto il mondo stanno quindi cercando altre specie per sostituirli e per “incrociarli”, così da evitare enormi carenze e di conseguenza futuri aumenti vertiginosi dei prezzi.