Perché il caffè al bar è più buono del tè?

2230

Anche dietro al bancone è tutta questione di fisica. Proprio così: è la scienza a stabilire le ragioni del perché in Italia il caffè al bar è più buono del tè. La risposta a questo quesito, che anche lui si è fatto arrivando nel nostro paese, è del fisico dello Spin-Cnr Andrey Varlamov, giunto a Napoli da Mosca una trentina di anni fa.

La formula della bassa temperatura e dell’alta pressione
Ecco svelato l’arcano, come ha spiegato Varlamov durante una lezione alla Sissa di Trieste: “Per fare un buon caffè servono una bassa temperatura e alta pressione – un buon tè nero ha invece bisogno di un’acqua quasi all’ebollizione (99,9 gradi) e non di 88-92 gradi; la pressione non è importante. Ma la macchina dell’espresso è programmata per fare un buon caffè, quindi con alta pressione e bassa temperatura. Chiaro, i baristi potrebbero comprare un bollitore, ma gli italiani non ordinano spesso il tè, non ha senso comprare l’attrezzatura. Quando un ‘pazzo’ chiede il tè – ha aggiunto divertito – il barista apre il beccuccio del cappuccino e fa uscire l’acqua a 90 gradi ad alta pressione e offre all’avventore acqua tiepida con schiuma”. Quindi? Beh, al bar conviene ordinare un caffè!