Millennials spendono più per il caffè che per la pensione. Ma è proprio così?

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IMillennials, ovvero i cosiddetti nativi digitali, i ragazzi fra i 18 e i 23 anni, spendono di più in caffè che in risparmi per la loro futura pensione. A dirlo è una recente ricerca condotta dalla piattaforma SurveyMonkey per Acorns, effettuata con l’obiettivo di identificare gli usi e i costumi dei più giovani in riferimento alla gestione delle loro finanze.

Questi i risultati: oltre il 45% dei ragazzi fra i 18 e i 23 anni ha speso più in caffè al bar rispetto agli investimenti effettuati in fondi per il futuro, e il 35% dei 24-35enni ha fatto lo stesso. L’analisi, effettuata negli Stati Uniti ma probabilmente adattabile a tutto il mondo occidentale – evidenzia inoltre che le ragazze sono ancora più “cicale” rispetto ai coetanei maschi: il 44% delle fanciulle contro il 35% degli uomini.

Pensione lontana? Consoliamoci con una tazza

Le motivazioni di questi comportamenti apparentemente frivoli, però, non sono del tutto sbagliate, nemmeno secondo gli esperti di finanza. “I giovani di oggi non andranno in pensione intorno ai 65 anni, come più o meno accade ora” ha dichiarato Jacob Funk Kirkegaard, senior fellow del Peterson Institute for International Economics.

Realisticamente, ci andranno non prima dei 70-72 anni. Probabilmente, questi ragazzi non potranno nemmeno accedere ai piani di pensionamento sociale

E quindi? Serve per i giovani una vera e propria educazione finanziaria, a partire dagli anni della scuola. In questo modo i Millennials saranno in grado di valutare correttamente i vari piani pensionistici e considerarli dei veri e propri investimenti.

 

Ovvero, imparare ad accantonare un grufolato nel minor tempo possibile o quando le finanze – vista anche la mobilità nel campo del lavoro – lo consentono. Nel frattempo, conviene consolarsi con una bella tazza di caffè fumante. Alla faccia della pensione.