Mai senza caffè: alla macchinetta si paga conctactless (e si partecipa al cashback)

21849

 Un caffè alla macchinetta? Perché no, e nonostante il Covid-19. Sì, perché se tutti conoscono la passione italiana per il caffè, forse non tutti sanno che il nostro Paese è leader in Europa per il numero di vendor machine (quasi un milione) davanti a Francia (611 mila) e Germania (593 mila). E che la strategia per uscire dalla crisi che si è inevitabilmente abbattuta sul settore nel 2020 è tutta incentrata sulle nuove tecnologie, in grado di rendere completamente sicuro il gesto di bere un caffè in un ufficio pubblico, in un’azienda privata, in una scuola, un’università, un aeroporto o una stazione.

Nuove tecnologie per nuove esigenze
“La situazione ha evidenziato nuove esigenze dal mercato e ha stimolato anche lo sviluppo di nuove tecnologie”, ha spiegato al Corriere Massimo Trapletti, presidente di Confida, l’associazione delle aziende attive nella distribuzione automatica.
Tra le novità più rilevanti, le modalità di pagamento in tutta sicurezza, grazie alle app che permettono di scegliere e pagare i prodotti presenti nel distributore senza mai toccarlo, secondo la modalità contactless che passa attraverso lo smartphone. Le soluzioni, inutile dire, sono le più varie. Coges, ad esempio, ha inventato la chiavetta del caffè evoluta che si connette a internet e permette di pagare o inviare un feedback sulla qualità dei prodotti o sul servizio. Ancora, grazie a un lettore di carte di credito permette di ottenere il cashback di Stato anche sui distributori automatici. CPI, invece, ha sviluppato un sistema per i pagamenti cashless, una soluzione con un grande touchscreen e un’interfaccia utente personalizzabile.