La tazza del caffè? Si può anche non lavare

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Per noi italiani è quasi inimmaginabile avere in ufficio (o a casa) una tazza per il caffè e non lavarla ad ogni utilizzo. In altri posti del mondo, a iniziare dagli States, l’ipotesi è realistica e percorribile, a tal punto da contemplare una domanda sulla reale necessità, o meno, di lavarla.
Se tutto questo vi stupisce, continuate a leggere e vi stupirete ancora di più. Jeffrey Starke, professore di pediatria del Baylor College of Medicine ed esperto di malattie infettive, ha dichiarato al Wall Street Journal che bere in una tazza che non è stata lavata non fa grande differenza per l’organismo. Molti dei germi accumulati su quelle superfici, infatti, risulterebbero di fatto innocui.

Ci sono tazze e… tazze
Ovviamente, ci sono tazze e tazze e (aggiungiamo noi) uffici e uffici. Una ricerca del 2012 ha dimostrato che tastiere, computer, pulsanti dei distributori automatici e rubinetti possono essere vere e proprie bombe batteriologiche. E che è facile trovare ovunque (sì, soprattutto se in ufficio ci sono tanti uomini) batteri che dovrebbero trovarsi solo in bagno.
E non è detto che la soluzione di lavare la tazza in ufficio, così apparentemente semplice e comoda, sia la migliore, visto che spesso le spugne utilizzate in questi luoghi sono già di per sé un ricettacolo di germi e batteri.
Infine, c’è una distinzione da fare a proposito di quale tazza e quale caffè. Se la tazza non viene toccata da altri, se il caffè viene bevuto senza zucchero e latte, incredibilmente si può anche evitare di lavarla. Un risciacquo, però, ci sentiamo di consigliarlo sempre sempre.