La napoletana, il caffè com’era una volta

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In Italia e nel mondo, si sa, il consumo del caffè è sempre più dominato dalle cialde. Ma ogni tanto si può rinunciare a velocità e convenienza per tornare a celebrare un antico rito domestico, quello del caffè fatto con la “napoletana”, la caffettiera inventata a Napoli alla fine del Seicento (e chiamata a Napoli, ancora oggi, “cuccumella”) che permette di ottenere una bevanda dal gusto particolarmente  pieno e, insieme, leggero. Per qualcuno non è “vero caffè”, ma qualcosa che si avvicina di più a una tisana, proprio per le caratteristiche di lenta preparazione e attesa.

I trucchi per il caffè perfetto con la napoletana

Quali sono i trucchi per utilizzare la napoletana a regola d’arte? Il primo è quello di scegliere una polvere a macinatura media, calcolando 5-6 grammi di caffè per ogni tazzina. Il serbatoio dell’acqua va riempito senza superare il forellino e la caffettiera va messa sul fuoco con il becco all’ingiù. Quando dal forellino esce un filo di vapore significa che l’acqua è arrivata ad ebollizione. È il momento per capovolgere la caffettiera, con un gesto deciso, e aspettare 1-2 minuti, tanti ne servono per far sì che l’acqua scenda attraverso il filtro con la polvere e si raccolga nel deposito inferiore.

“A questo punto, signore e signori, il caffè e pronto!”