La Cina si converte al caffè

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Anche la Cina inizia ad apprezzare il caffè più che il tradizionale tè. La riprova? Nello Yunnan, regione cinese famosa per la coltivazione di tè,  oggi si produce il 99% del caffè cinese, quanto Kenya ed El Salvador messi insieme. Negli ultimi 7 anni, infatti, le piantagione di arabica e robusta sono raddoppiate.

Il caffè come status
Tra le ragione di questa conversione, spiega Il Fatto Quotidiano, c’è la nuova passione dei Millennials verso il caffè. L’espresso, nel paese della Grande Muraglia, è diventato un vero e proprio status. Lo rivela uno studio dell’Università di Leicester. “È uno strumento per dimostrare il proprio status”, afferma la dottoressa Maguire, “sia come classe sociale, sia per caratteristiche soggettive come l’essere moderni, internazionali e alla moda”. I consumi sono in crescita del 16% l’anno, soprattutto tra millennials e business man, grazie anche alla diffusione di  catene come Starbucks. Il successo è dimostrato anche dal numero di Starbucks in Cina:  oggi sono più di 3.300 e si prevede che saranno circa 6mila entro il 2022, con una media di 600 nuove rivendite all’anno, una ogni 15 ore.