La blockchain entra nella tazzina

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Parte dagli Stat Uniti, e precisamente dal Colorado, un’originale sperimentazione per tracciare la filiera del caffè attraverso la tecnologia normalmente associata alle criptovalute.

Non pensate però a soluzioni del tipo “pagare il caffè con i bitcoin”, come apparso su qualche titolo di giornale. In questo caso, riporta il portale tio.ch, la blockchain serve per tracciare tutti i passaggi del caffè. Dalle informazioni sul luogo di produzione fino al tipo di miscela stiamo bevendo.

La blockchain, infatti, nella sua applicazione più ampia è un processo per la gestione dei dati, una catena di blocchi protetta da crittografia. E in Colorado si è deciso di sfruttarla per far sapere ai consumatori di caffè tutto, ma proprio tutto, quello che c’è da sapere sul contenuto della tazzina. E in tempo reale.

In un cloud tutti segreti del caffè

“La Denver’s Coda Coffe ha deciso di consentire ai suoi clienti l’accesso a un cloud che reca memoria di ogni passaggio della filiera, dalle coltivazioni dell’Uganda allo scaffale del negozio. Scansionando un codice QR, sarà possibile vedere tutti i luoghi e le date che tracciano la storia di quel lotto – la fattoria in cui è stato raccolto e quando, il lavaggio, l’esportazione, la torrefazione, la vendita al dettaglio” spiega il portale. E questo è solo uno dei tanti esempi dell’utilizzo della blockchain nella filiera alimentare.