Italiani e macchine del caffè, come sono cambiate le abitudini

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 Meno fuori casa, più espresso preparato fra le mura domestiche, con l’attrezzatura ad hoc: tra i cambiamenti radicali che gli italiani hanno affrontato a causa del Covid, c’è anche il modo di consumare il caffè. A tracciare lo stato dell’arte delle nuove abitudini è il presidente Ucimac (l’associazione federata Assofoodtec/Anima Confindustria che rappresenta i costruttori delle macchine per caffè espresso e attrezzature Horeca), Andrea Doglioni Majer, che ha detto: “La pandemia da Covid-19 ha portato a un cambiamento di abitudini, visibile tutt’oggi, che ha spostato il consumo di caffè dal bar, verso la casa”. E i dati confermano: “Se, da un lato le vendite di macchine professionali non sono aumentate rispetto al 2019, quest’anno abbiamo sicuramente incrementato la distribuzione di apparecchi rivolti al mercato domestico. Le previsioni dell’Ufficio studi Anima per il 2021 stimano una ripresa del settore, purtroppo non ancora sufficiente a recuperare le perdite subite durante il 2020 a causa delle continue chiusure di hotel, bar e ristoranti” ha aggiunto Doglioni Majer.

Un prima e un dopo
“Per l’industria del caffè in generale – ha precisato Andrea Doglioni Majer – esiste un ‘prima’ e un ‘dopo’ determinato dal coronavirus.  Dal mio punto di vista, i trend che già sussistevano nel mercato sono stati accelerati. Ora risulta necessario condividere una nuova visione del mercato, sia con attori di industrie contigue – come la torrefazione – sia con i fabbricanti stranieri di macchine per caffè. Oggi si sono creati dei comparti socio-economici, con trend diversi. L’aumento del consumo di caffè a casa ha spostato la produzione di macchine dal professionale Horeca a macchine più piccole, con alcune eccezioni come il mercato Cinese. A seconda della risposta dei diversi stati alla pandemia, i mercati hanno reagito diversamente con un risultato a macchia di leopardo”.