Il caffè piace anche alle api. E le fa tornare sui suoi fiori

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Il caffè non piace solo agli umani e non solo a loro dà quel mix di goduria e “attivazione” che li spinge a consumare la bevanda, trasformandola in una sorta di piacere necessario nel ritmo delle giornate. Anche le api sono attratte dalla caffeina, come dimostra uno studio della Rainforest Partnership. In base a questa ricerca, la caffeina aiuta questi insetti a ricordare la posizione dei fiori di caffè e li rende più efficienti nel lavoro di raccolta del prezioso nettare, con una conseguenza diretta in termini di quantità e qualità della produzione. Pare infatti che le piantagioni impollinate dalle api abbiano una produzione superiore del 25% e bacche più grandi e uniformi, migliorando così il gusto della bevanda finale e il prezzo del caffè a livello internazionale.
Secondo alcuni botanici, la pianta del caffè ha sviluppato una così alta concentrazione di caffeina nei suoi fiori proprio per attirare i preziosi insetti impollinatori. Una volta assaggiato questo gustoso nettare, infatti, le api sono in grado di ricordare meglio la localizzazione della pianta, di cui diventano in qualche modo “dipendenti”. Insomma le preferiscono e tendono a ritornare più volte, completando così l’impollinazione.

Api in avvicinamento? La pianta diventa irresistibile aumentando il livello di caffeina
A rendere l’intero processo ancora più efficiente c’è poi la capacità delle piante di aumentare la quantità di caffeina di volta in volta presente nel nettare. Anche le piante sentono, infatti, sebbene non con le orecchie. Alcune ricerche israeliano hanno dimostrato che gli organismi vegetali sono in grado di elaborare stimoli pressori e vibrazioni che consentono di percepire se ci sono api nei dintorni. In questo caso, la pianta di caffè ha la capacità di aumentare la quantità di caffeina presente nel nettare, diventando così irresistibile.