Il caffè fa bene al fegato (e sempre più studi lo dimostrano)

16588

 Il caffè è un vero proprio alleato per la salute del fegato e sempre più studi lo confermano. L’ultimo in ordine di tempo è stato pubblicato sulla rivista BMC Public Health e porta la firma dell’Università di Southampton, in Gran Bretagna. Il team dell’Università di Southampton ha analizzato i dati di mezzo milione di persone, di età compresa tra 40 e 69 anni, seguiti per un periodo medio di 10 anni. Il risultato dell’analisi mostra che, rispetto ai non consumatori, i bevitori giornalieri di caffè hanno un rischio significativamente ridotto (-20%) di sviluppare malattie croniche del fegato, che si tratti di una malattia del fegato grasso non alcolica o di un cancro.

Ottimo anche il “deca”
La notizia è particolarmente interessante soprattutto perché le malattie del fegato sono in aumento, in particolare la cosiddetta malattia del fegato grasso, caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato con noti fattori di rischio come il diabete (DM2) e l’obesità. La steatosi epatica non alcolica può progredire gravemente fino alla fibrosi, alla cirrosi o persino al cancro del fegato (carcinoma epatocellulare). Alcuni studi hanno suggerito un relativo effetto protettivo del caffè contro il rischio di malattie croniche del fegato, dopo aver osservato che i consumatori regolari hanno meno enzimi che indicano una funzione epatica problematica. Da notare, come riporta Adnkronos, che l’associazione si osserva indipendentemente dal tipo di caffè, con o senza caffeina, solubile o macinato. Per quanto riguarda la quantità, quella consigliata è di tre tazze al giorno. Ovviamente, il caffè da solo non basta. Lo stile di vita e la dieta sono importanti per ridurre il rischio di ammalarsi di malattie del fegato, ma si conferma l’azione benefica di alcune molecole presenti nel caffè, in particolare kahweol e cafestol.