Il caffè espresso italiano in corsa per il riconoscimento Unesco

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Il caffè espresso italiano tradizionale è in corsa per ottenere il riconoscimento Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità. Il percorso, che si potrebbe concludere a breve, nasce anni fa, con la fondazione nel 2014 del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale. Pochi mesi fa, il Consorzio, in collaborazione con la Direzione Agroalimentare della Regione del Veneto, ha ottenuto da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, l’inserimento del caffè espresso nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT). In seguito, l’aggiornamento del PAT ha permesso l’introduzione per la prima volta del caffè espresso nella forma del “Cafè – Caffè espresso secondo Tradizione Veneta” in quanto la procedura è attuabile solamente a livello regionale.

Un patrimonio nazionale
“La scelta di presentare la richiesta attraverso la Regione Veneto – ha dichiarato Giorgio Caballini di Sassoferrato, presidente del Consorzio – è esclusivamente funzionale alla sede del Consorzio e conferma l’assioma della tradizionalità italica fonte delle culture locali nell’ambito delle regole di produzione comuni. È uno dei traguardi di cui dobbiamo andare fieri in quanto step importante per il raggiungimento dello scopo primario: ottenere il riconoscimento di patrimonio immateriale da parte dell’Unesco del caffè espresso italiano tradizionale. Attendiamo, a questo punto, fiduciosi la convocazione da parte della Commissione Italiana Unesco per una verifica di quanto sino ad ora presentato e per un aggiornamento sullo stato dell’arte”.
Come ha dichiarato Caballini a La Tribuna di Treviso, “La pratica è in attesa di essere esaminata dal Mibact, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il ministro Centinaio. Abbiamo motivo di ritenere che venga esaminata entro luglio, per poi essere introdotta nella tentative list che sarà mandata all’Unesco a Parigi”.