Il caffè è sempre disponibile: il Governo svizzero smette di accumularlo

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E’prodotto tutto l’anno in tre continenti e pertanto è difficile che diventi irreperibile. Con queste motivazioni, il Governo della Svizzera ha deciso (ma in realtà la delibera ufficiale arriverà a novembre) di non accumulare più il caffè, cosa che fa da prima della Seconda Guerra mondiale, per garantire una riserva in caso di conflitti, disastri naturali o epidemie.

Si consuma più caffè in Svizzera che in Italia
Il sistema svizzero delle scorte di emergenza prevede che 15 aziende tra quelle che producono, importano e vendono caffè tengano da parte, per legge, riserve di chicchi di caffè. Lo stesso viene fatto, ad esempio, per lo zucchero, il riso, gli oli alimentari e il mangime per gli animali. Se la decisione del governo diventerà definitiva, le aziende potranno svuotare i propri magazzini, dove attualmente sono stivate 15.300 tonnellate di caffè, cioè l’equivalente di tre mesi di consumo nazionale di caffè nella Confederazione. Secondo l’ICO, International Coffe Orgnization, il consumo pro capite in Svizzera è di 9 chili all’anno, molto di più dei 6 chili circa dell’Italia.