Il caffè dagli scarti alimentari, buono e straordinariamente “eco”

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 Aroma, corpo, gusto e caffeina. Atomo Coffee, una startup di Seattle, è quasi pronta a lanciare sul mercato una bevanda con tutte le caratteristiche del caffè, ma realizzata senza neanche l’ombra dei “soliti” chicchi. L’ingrediente segreto? Gli scarti alimentari. Dopo anni passati a studiare la struttura chimica e molecolare del caffè, infatti, gli scienziati di Atomo Coffee sono riusciti a identificare quello che c’è dentro a un chicco di caffè e… lo hanno cercato altrove. A partire dalla caffeina, presente in circa una sessantina di piante.

A breve la produzione del caffè senza caffè
Duplice l’obiettivo dell’operazione, resa possibile da circa 25 mila dollari raccolti con il crowdfunding: da una parte limitare gli sprechi alimentari collegati agli scarti, recuperando quelle parti dei vegetali che normalmente vengono buttate; dall’altra trovare un’alternativa sostenibile al caffè, alla luce dei rischi per le piantagioni legate al cambiamento climatico. Secondo un rapporto inglese, infatti, il 60% delle specie di caffè selvatico rischiano l’estinzione e l’arabica, il tipo più noto, potrebbe perdere il 50% del suo habitat naturale nei prossimi 70 anni. Il tentativo di assicurare la produzione necessaria al consumo potrebbe pertanto portare a una massiccia deforestazione, allo scopo di spostare le coltivazioni in luoghi climaticamente più adatti. Ma proprio grazie a questo “caffè non caffè”, forse le cose andranno diversamente. Il primo obiettivo di Atomo Coffee è la produzione, nei prossimi 3-4 mesi, di una bevanda al caffè in lattina, per arrivare in seguito a vere e proprie miscele con cui preparare tazze gustose e fumanti.

 Immagini: www.facebook.com/AtomoMolecularCoffee