Il caffè? Dà la carica giusta anche alle api

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Molti di noi, ogni mattina, bevono un caffè per iniziare la giornata con la giusta carica. Beh, non siamo i soli ad avere simili benefici da una tazzina di espresso: un recente studio ha dimostrato che anche le api sono più “cariche” dopo aver assunto caffeina, riuscendo a impollinare in maniera più efficace. I cambiamenti climatici, la perdita di habitat e l’uso di pesticidi hanno infatti messo a dura prova la sopravvivenza di molte specie di  impollinatori selvatici, per cui molti agricoltori sono ricorsi all’aiuto di “impollinatori gestiti” come alcune colonie di bombi (delle grandi api). Tuttavia, nonostante gli sforzi, il risultato non è sempre garantito: i piccoli aiutanti, infatti, si distraggono facilmente e tendono a fuggire per volare verso altri campi. Ma senza l’opera di impollinazione, la maggior parte delle coltivazioni non può esistere.

Un mix di caffeina, zucchero e profumo di fiori
Per far sì che i bombi lavorassero su specifiche aree coltivate, i ricercatori li hanno nutriti con un miscela speciale di caffeina, zucchero e profumo di un “fiore bersaglio”, affinché rimanessero nelle aree a cui erano destinati. L’autrice dello studio, la dottoressa Sarah Arnold dell’istituto di risorse naturali dell’Università di Greenwich, ha detto: “Volevamo scoprire se le api avessero considerato tutti i fiori allo stesso modo oppure se avessero scelto i fiori che profumano come quelli ai quali erano state “addestrate” direttamente nell’alveare”. Il risultato, davvero sorprendente, ha messo in luce che le api allevate con il mix a base di caffeina erano molto più interessate ai fiori bersaglio, proprio quelli a cui erano destinate, piuttosto che a tutti gli altri. Tra l’altro, l’esperimento non ha rivelato nessun effetto tossico: non c’è stato alcun impatto negativo né sulla salute né sulla durata media della vita delle api.