I caffè di Milano, un piacere da scoprire passeggiando

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Il “mitico” Caffè della Peppina è realmente esistito ed è esistito a Milano. Dopo la Restaurazione, si trovava a pochi passi dal Duomo e del Caffè della Cecchina, suo storico concorrente. E’ una delle tante sorprese che il capoluogo lombardo riserva a chi ne voglia scoprire le tradizioni al di là del luogo comune che la vuole città frenetica unicamente votata al lavoro. Nell’Ottocento e poi in seguito, i “moderni” caffè e pasticcerie erano luoghi d’incontro di intellettuali e pensatori, dove si discuteva più di politica che di affari e cultura, nonché spesso covi di “cospiratori” e “patrioti” poco graditi alle forze dell’ordine.

“Molto di questo esiste solo negli archivi storici, ma alcuni locali sono ancora attivi come allora.”

In Galleria le “istituzioni” cittadine
Nella Galleria Vittorio Emanuele II spiccano le tre principali “istituzioni” milanesi: il Gran Caffè Biffi, che da fine ‘800, incarna l’emblema della qualità e della ricercatezza  gastronomica; il Caffè Bistrot Savini, con clienti come Puccini, Marinetti, Verdi, D’Annunzio, Hemingway e Chaplin; il Bar Camparino, capolavoro della Milano Liberty, dove re Umberto I ed Edoardo VII d’Inghilterra bevevano al banco il Bitter e luogo di ritrovo dei   Futuristi. Per scoprire tutto questo dalla viva voce di un esperto di storia, l’associazione Milanoguida propone una visita guidata di due ore, che si svolge a piedi tra le vie del centro.