“Finché il caffè è caldo”, tutto si può fare bene

14630

 Chi ama il caffè e le caffetterie (ma vanno bene anche i bar, of course) non può assolutamente farsi sfuggire “Finché il caffè è caldo”, romanzo d’esordio di Toshikazu Kawaguchi edito da Garzanti. La trama? Eccola qua. In Giappone c’è una caffetteria speciale, aperta da più di cento anni e oggetto di tante leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi, che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta la parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. E si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare.
Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato.

Sorso dopo sorso, cogliendo l’attimo
Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ovviamente, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. È il caso di Fumiko, Kotake, Hirai e Kei, che tra dolori e rimpianti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.