Filati eco, dal caffè alla buccia d’arancia

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Siamo abituati a considerare cotone, lana, lino e viscosa come materiali ecologici, semplicemente in quanto naturali. Ma non è esattamente così, a causa dell’alto consumo di suolo e acqua necessari per produrli. Ecco perché sempre più aziende si impegnano nella realizzazione di filati ottenuti da materie di scarto, fondi di caffè in primis. Dato il grande consumo, e in constante crescita, dei preziosi chicchi, i tessuti realizzati a partire dai fondi sono già realtà, come dimostra il caso dell’azienda taiwanese Singtex, che ha brevettato una tecnologia che permette di ottenere filati dallo scarto del caffè.

Tessuti che proteggono anche dai raggi UV
Oltre ad essere veramente ecologici, questi tessuti hanno qualità antiodore naturali, si asciugano più rapidamente del cotone e offrono una migliore protezione dai raggi UV. Sull’esempio del caffè, ecco i filati realizzati dalle bucce d’arancia, per cui si stima in Italia uno scarto di 700.000 tonnellate all’anno solo per produrre il succo. I fili della cosiddetta Orange Fiber sono fini e resistenti, simili alla seta.

“Per questo sono particolarmente indicati per la produzione di capi di lusso. E Ferragamo li utilizza già.”