Caffè vs tè, le proprietà delle bevande più consumate al mondo

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Caffè e tè sono le due bevande, insieme all’acqua, più consumate sul pianeta. Entrambe apportano diversi benefici alla salute, seppure per motivi differenti. Ecco un breve viaggio all’interno di questi due mondi, per scoprire cosa contengono realmente: caffè vs tè, chi vincerà?

Caffeina
Sia il caffè sia il tè contengono caffeina (nel tè si chiama teina), la sostanza che ha un effetto stimolante sul sistema nervoso centrale. Non solo: caffè e tè, proprio perché ricchi di caffeina, possono migliorare le prestazioni fisiche, ridurre il rischio di alcune malattie croniche e potenziare la concentrazione. Recenti studi scientifici, che hanno coinvolto 193.473 persone, rivelano che bere caffè regolarmente riduce significativamente il rischio di diabete di tipo 2. Inoltre, la comunità scientifica è concorde nel sostenere che la caffeina, ovviamente consumata moderatamente, può contribuire a proteggere da malattie come l’Alzheimer, la demenza senile e la sindrome metabolica. Fino a 400 mg di caffeina sono una quantità considerata “sicura” per il consumo giornaliero: il caffè, però, a parità di quantità ne ha circa il doppio rispetto al tè.

Antiossidanti
Caffè e tè nero contengono diversi tipi di polifenoli, elementi preziosi per contrastare i radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento.
Entrambe le bevande, per la loro composizione, sono uno scudo verso alcune forme tumorali e i polifenoli contrastano l’insorgere di malattie cardiache. Ancora, sia il tè sia il caffè (quest’ultimo un po’ di più, sulla base dei dati pubblicati su Medicaldaily) pare riducano di oltre il 20% il rischio di ictus.

Energia in tazza
La caffeina nel caffè stimola il rilascio di dopamina e blocca l’adenosina: in parole polvere, con un espresso aumenta l’energia mentre cala il senso di affaticamento. Il caffè funziona da energizzante quasi subito dopo averlo bevuto. Il tè, invece, è sì più povero di caffeina ma in compenso è ricco di L-teanina, un efficace antiossidante che “sveglia” l’attività cerebrale.
Insomma, la competizione si gioca quasi alla pari: in fondo, è solo questione di gusti. E si sa che noi preferiamo il caffè…