Caffè, una barriera contro diabete 2 e ipertensione: lo dice un nuovo studio

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Il caffè può ridurre le possibilità di sviluppare diabete di tipo 2, ipertensione e persino malattie cardiache: lo rivela un nuovo studio scientifico, scrive il Daily Mail. La ricerca, condotta da team dell’Università di Navarra in Spagna e di Catania, evidenzia come bere fino a 4 tazze di caffè al giorno possa abbassare significativamente la probabilità di ammalarsi di ipertensione e diabete. Lo studio ha esaminato il legame fra consumo di caffè e sindrome metabolica. La sindrome metabolica, o MetS, è una combinazione di diabete, ipertensione e obesità, che aumenta il rischio di problemi cardiovascolari, infarti e ictus. La bella notizia, per tutti i coffeelover, è che il consumo di 3-4 tazze di caffè quotidiane ora è associato a un rischio inferiore di circa il 25% di sviluppare diabete di tipo 2 e ipertensione arteriosa: il “verdetto” è statisticamente provato da studi su migliaia di casi registrati in otto paesi diversi.

Dall’Italia il ruolo dei polifenoli
Il professor Giuseppe Grosso dell’Università di Catania ha approfondito le ricerche sul consumo di caffè e la sindrome metabolica. I dati suggeriscono che i polifenoli ricchi di antiossidanti contenuti nel caffè – “in particolare acidi fenolici e flavonoidi” – possano essere coinvolti nella prevenzione della sindrome metabolica. E giunge allo stesso risultato anche per quanto riguarda il consumo di decaffeinato. Grosso ha inoltre rilevato che, in base a diversi studi, l’assunzione da tre a cinque tazze di caffè al giorno sia collegata a una riduzione del 15% di incorrere in malattie cardiovascolari. Anche se gli esiti fanno ben sperare, gli scienziati hanno dichiarato che “Sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire le associazioni tra caffè e sindrome metabolica”.