Caffè sì, caffeina no: scegliere miscela e preparazione per controllare l’assunzione

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Scegliere il caffè decaffeinato non è l’unica possibilità per ridurre l’assunzione di caffeina. La quantità di caffeina presente dipende infatti dalla specie da cui è ricavato il chicco e dalla preparazione seguita ottenere la bevanda. Si può quindi ridurne l’assunzione in modo del tutto naturale, semplicemente facendo le scelte giuste. Innanzitutto, bisogna ricordare che le specie coltivate per ottenere il caffè sono essenzialmente due: Arabica (più “dolce” e leggera) e Robusta (più cremosa e più forte).

La tipologia più “strong”
La tipologia che contiene in assoluto più caffeina è la qualità Robusta (tra il 2,5% e il 3%, rispetto all’1,5% dell’Arabica) e quindi chi vuole ridurre la quantità di caffeina deve sicuramente preferire le miscele che contengono prevalentemente (o solo) Arabica. Ma anche la preparazione è importante: una tazzina di caffè del bar contiene il media la metà di caffeina di quello fatto con la moka di casa (circa 40 mg contro 80 mg) e l’Americano ne contiene addirittura il triplo (circa 120 mg).