Caffè, se è sostenibile è ancora più buono

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 Circa l’80% degli italiani, riferisce una recente ricerca condotta da Nielsen, consuma ogni giorno almeno 1,5 tazze di caffè: benissimo, l’espresso è un piacere tutto italiano al quale non si deve rinunciare. Però ci si può concedere questo piacevolissimo coffee break con un occhio di riguardo non solo al proprio palato, ma anche all’ambiente. Considerata la quantità impressionante di caffè coltivato, raccolto, torrefatto, estratto ed eventualmente smaltito, diventa facile comprendere che tipo di impatto abbia l’intera filiera del caffè sul nostro Pianeta. Ma tutti noi possiamo adottare comportamenti sostenibili, facili facili, così da tenerci ben stretti la nostra dose quotidiana di caffeina e le bellezze naturali del mondo.  

Un consumatore evoluto è un consumatore green
La buona notizia è che non c’è ragione di fare a meno dell’amata tazzina per tutelare l’ambiente. Innanzitutto, è bene scegliere, quando si può, prodotti che fin all’origine prevedono coltivazioni sostenibili, per la terra e per gli uomini, che richiedono una meccanizzazione minima e supportano gli ecosistemi di flora e fauna locali. I chicchi coltivati in modo sostenibile sono facilmente individuabili attraverso il marchio di certificazione, come Faritrade, Rainforest Alliance e UTZ, che conferiscono il giusto valore all’ambiente e ai lavoratori. Allo stesso modo, andrebbero preferite – se si usano le capsule – quelle compostabili o riciclabili. Infine, molto dipende anche dalle nostre abitudini, specie in ufficio: per tutelare il mondo, no a bicchierini e palettine in plastica!