Caffè, ma quanto mi costi? Gli effetti dei rincari sulla tazzina

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 Il caro bollette ha un impatto anche sul caffè. Dall’inizio del nuovo anno, infatti, si sono già registrati diffusi aumenti per quanto riguarda la nostra bevanda preferita consumata al bar, con tantissimi scontrini che hanno infranto la barriera dell’euro, attestandosi a 1,1 e 1,2. La tendenza è chiara, ma come sempre ci sono notevoli differenze da città a città e da regione a regione. Secondo l’associazione di consumatori Consumerismo No Profit, nel 2022 i prezzi al dettaglio registreranno un aumento del 15%.

La colpa? Anche del meteo
Per quanto riguarda in particolare il caffè, il rincaro è legato anche a condizioni meteo che hanno compromesso i raccolti. Per dare un’idea della situazione, basta analizzare il caso del Brasile, Paese che da solo produce un terzo dei chicchi del mondo e che nel 2021, in seguito a un periodo di siccità a cui sono seguite forti gelate, ha registrato una flessione del 40% del raccolto. E non è tutto. Al meteo avverso, infatti, si sono sommati gli intoppi alle filiere, come ad esempio la congestione dei porti, che hanno ostacolato il trasporto della merce. Infine, bisogna fare i conti con i rincari dei fertilizzanti. Nel caso del caffè, il principale “ingrediente” è l’ammoniaca, prodotta dall’idrogeno, che a sua volta viene spesso prodotto a partire da combustibili fossili.