Caffè, il Brasile scommette sulla sostenibilità

13989

 Sono sostenibilità e tracciabilità le nuove “parole d’ordine” del caffè brasiliano, una delle principali voci delle esportazioni del Paese sudamericano. “Nel rispetto delle regole stabilite dal Codice forestale nazionale – ha dichiarato Vanusia Nogueira, direttrice esecutiva della Associacao Brasileira de Cafe’s Especiais (Bsca) dopo la partecipazione alla fiera online Sigep Exp – una porzione molto significativa di territorio, che tocca l’80% nella regione amazzonica, deve essere preservata e non può essere impiegata per la produzione”.

L’Italia tra i primi consumatori
Buone notizie, quindi, sul fronte della preservazione dell’ambiente, a cui si affiancano anche quelle relative alla suddivisione dei proventi ricavati dalla vendita del caffè. “Tra l’80 e il 93% del prezzo del prodotto finale che esportiamo torna nelle tasche dei produttori”, ha dichiarato Marcos Mattos, direttore generale del Conselho dos esportadores de Cafe brasileiro (Cecafé). “Un dato molto significativo se pensiamo che nel resto del mondo si aggira in media tra il 40 e il 65 per cento”. Se il Brasile è uno dei principali produttori, l’Italia è uno dei più importanti consumatori del prodotto finito, soprattutto nella sua versione “espresso”, nota in tutto il mondo. Insomma, i due paesi sono legati anche dal comune amore per il caffè, una passione che sta coinvolgendo anche i consumatori più giovani.