Concentrazione e memoria: come e perché il caffè fa bene al cervello

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Basta una tazzina di caffè per aumentare la produttività del cervello. E a dirlo non è solo l’esperienza tanto diffusa della pausa caffè di metà mattina o metà pomeriggio, per ripartire poi di slancio. Secondo la European Food Safety Authority, EFSA, 75 milligrammi di caffeina, cioè la quantità normalmente presente in una tazza di caffè, aumentano la velocità di elaborazione delle informazioni da parte del nostro cervello del 10%. Pochi minuti dopo aver sorseggiato un caffè, si registra infatti una maggiore efficienza e capacità di concentrazione.

Amico della memoria

Oltre a rendere il cervello più veloce, la caffeina ne migliora anche la capacità di memorizzazione. La dose indicata, in questo caso, è quella che si ricava prendendo tra i 2 e i 3 caffè al giorno. Almeno per quanto riguarda la memoria, superare queste dosi si rivela controproducente. Studenti… siete avvisati! Un’altra buona ragione per non eccedere con la caffeina (gli amanti del caffè possono optare per la versione decaffeinata) è poi il legame tra questa sostanza e l’insonnia. Chi fatica ad abbandonarsi tra le braccia di Morfeo deve ricordare di evitare le sostanze ricche di caffeina nelle sei ore che precedono il momento in cui si va a letto e che, comunque, c’è un “effetto addizione”, che tiene conto di quanto assunto nell’arco di tutta la giornata.

E nemico del colpo di sonno

Nei casi di sonnolenza indotta da stanchezza, da un pasto troppo abbondante o dal raffreddore, il caffè può fare la differenza. Se si deve restare svegli e mentalmente efficienti a lungo (per esempio prima di intraprendere un viaggio), il consiglio è quello di prendere un caffè doppio.

“Alcuni studi scientifici, infatti, hanno provato che 200 mg di caffeina producono sul cervello gli stessi effetti benefici di un pisolino di 30 minuti”