Caffè e dieta mediterranea per una lunga vita

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Iniziamo l’anno nuovo bevendo caffè con la sicurezza che sia solo un piacere. Già, perché proprio in questi giorni è arrivata un’ulteriore conferma di quanto l’amato espresso faccia bene, non solo all’umore ma anche alla salute. Un recente studio spagnolo – denominato Sun – rivela la connessione tra consumo regolare di caffè e riduzione del rischio di mortalità.  Lo studio è davvero imponente: è iniziato nel 1999 e prosegue tuttora, seguendo un campione circa 20 mila uomini e donne, con un’età media compresa tra i 28 e i 48 anni all’inclusione, che vengono seguiti nel tempo, con controlli regolari, fino alla morte. Grazie al suo protocollo di ricerca, lo studio consente quindi di analizzare in dettaglio l’associazione tra le abitudini alimentari e di stile di vita e il rischio di malattie e di mortalità per tutte le cause.

L’effetto protettivo del caffè
Dallo studio, pubblicato su Nutrition Foundation Italy, emerge che il consumo regolare di caffè, nell’ambito di un’alimentazione di modello mediterraneo, si associa in modo lineare con una progressiva riduzione del rischio di mortalità per tutte le cause. Considerando il campione nel suo complesso (19.888 uomini e donne), si è visto che, per ogni 2 tazzine di caffè in più consumate, il rischio di mortalità per tutte le cause si riduce del 22%. La protezione si manifesta con il consumo della seconda tazzina al giorno (la prima, fino ad un follow-up di dieci anni circa, non si assocerebbe a significative variazioni del rischio stesso), ed aumenta poi linearmente: tra i consumatori di 5 tazzine al giorno la riduzione del rischio di mortalità sfiora infatti il 50%. L’effetto protettivo sembra dovuto ad una riduzione sia della mortalità cardiovascolare e sia della mortalità per tumori.

“I ricercatori hanno inoltre messo in luce che l’effetto protettivo diventa particolarmente evidente nella fascia d’età più elevata, cioè dai 55 anni in poi.”

Il merito? Dei polifenoli
Gli effetti positivi del consumo di caffè sono in gran parte attribuiti all’apporto di polifenoli: ed è interessante osservare che, per quanto riguarda gli isoflavoni, per esempio, la ricerca ha dimostrato che le quantità fornite dalla tazzina di espresso (30 mL) e dalla tazza di caffè filtrato (120 mL) sono sostanzialmente sovrapponibili. Le proprietà antinfiammatorie dei polifenoli alimentari, ricordano gli autori, sono considerate da tempo uno dei punti di forza della strategia complessiva per contrastare il rischio di gran parte delle malattie croniche più diffuse.