Caffè e crisi di astinenza: realtà o falso mito?

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 Siete stati un po’ senza caffè e vi sentite di cattivo umore, stanchi e irritabili? In questi casi, scherzando (ma neanche tanto) si parla di crisi di astinenza. Per capire se è corretto trattare il caffè alla stregua di una “droga”, bisogna approfondire l’azione che la caffeina esercita sul nostro cervello, condizionando umore, tono generale e concentrazione. In estrema sintesi, tutto dipende dalla “partita” che si gioca tra caffeina e adenosina, sostanza prodotta dal nostro organismo che si accumula progressivamente nel corso della giornata e da cui dipende la sempre maggiore stanchezza che ci assale con il passare delle ore. Per le loro caratteristiche, caffeina e adenosina sono sostanze antagoniste, anche se da un punto di vista chimico sono molto simili, a tal punto da riuscire a legarsi agli stessi recettori presenti nel nostro cervello.

Bisogno di caffè, via libera!
Per dare un’idea del livello di “somiglianza” basta pensare che adenosina e caffeina si considerano alla stregua di due chiavi in grado di aprire la stessa serratura (cioè i recettori del nostro cervello). E sì, se non assumiamo caffeina lasciamo il varco aperto all’adenosina, che per carità non fa nessun male, ma ci fa sentire stanchi, sempre un po’ più stanchi con il passare delle ore. La conclusione? Quando si sente il bisogno di un bel caffè (ovviamente senza esagerare), bisogna concederselo!