Caffè e cappuccino, Roma dice sì al bancomat e senza commissioni

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Sì al denaro elettronico anche per saldare piccolissimi importi, come appunto quello per il caffè o il cappuccino al bar. Anche a Roma, come in tante altre città europee e del mondo, sarà possibile pagare senza commissioni le bevande più amate (secondo i calcoli, a Roma ogni anno si raggiunge un totale di 290 consumazioni, tra caffè e cappuccino). Fipe-Confcommercio ha infatti appena firmato una convenzione con una banca grazie alla quale i pagamenti con il pos al di sotto di una certa cifra non avranno più commissione.

Così conviene il pagamento elettronico
“Le commissioni al di sotto di una certa soglia sono fisse – ha spiegato al Corriere della Sera il coordinatore della Fipe-Confcommercio Roma, Luciano Sbraga -. Variano pur sempre da banca a banca, ma si aggirano in media intorno ai 15 centesimi di euro. Quindi per un caffè che a Roma in genere costa 90 centesimi o 1 euro la commissione fissa è almeno del 15%”. Dato l’alto numero di caffè e cappuccini serviti ogni giorno, gli esercenti dovrebbero versare al sistema di gestione delle carte di pagamento oltre 40 milioni all’anno. Completamente diverso il discorso sulle percentuali in caso di transazioni con importi più elevati, per cui le commissioni si aggirano attorno allo 0,50- 0,60% dell’importo, rendendo quindi decisamente accettabile l’uso del denaro elettronico. Grazie all’accordo con quella che Sbraga definisce una “grande banca”, a partire dalla primavera la commissione sui micropagamenti dovrebbe essere azzerata.