Caffè e cambiamento climatico: niente paura, arriva l’Australia

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Aumento della popolazione, e di conseguenza della domanda; riduzione dei terreni coltivati a causa del cambiamento climatico. Secondo gli esperti, nel giro di pochi anni la produzione di caffè potrebbe trovarsi in forte difficoltà, difficoltà che ricadrebbero a cascata su tutta l’industria collegata. Ma il fosco scenario potrebbe non trasformarsi mai in realtà grazie al massiccio ingresso sul mercato produttivo dell’Australia e alle sperimentazioni in atto. Come riferisce il Guardian, l’organizzazione non-profit World Coffee Research sta portando avanti un trial internazionale, testando 35 tipi di caffè in 23 Paesi del mondo, misurandone perfomance in climi differenti e regioni “nuove”, come l’Australia.

Via ai test
Proprio nel paese dei canguri verranno testate 20 varietà di piante da caffè, resistenti a varie condizioni climatiche. Oltre 900 piante saranno piantate a gennaio a Alstonville, nel New South Wales. Il vantaggio del Nuovissimo Mondo è principalmente legato all’assoluta assenza delle tipiche malattie della pianta di caffè, come la ruggine da foglia, e dei parassiti che le infestano.
Ovviamente, la coltivazione del caffè non sarebbe un’assoluta novità, visto che anche agli Antipodi si coltivano da anni piante di Coffea, ma il tutto dovrebbe essere reso più produttivo e più massiccio. Secondo gli esperti di mercato e soprattutto di qualità, c’è molta strada da fare per portare il caffè nazionale a quello di quelli internazionali, a iniziare dal livello di caffeina. In Australia, i chicchi ne contengono il 10-15% in meno rispetto a quella che proviene per esempio dal Centro e Sud America e questo perché (bisogna ricordare che la caffeina è prodotta in parte come meccanismo di difesa della pianta contro pesticidi e infestazioni) provengono da un ambiente meno stressato.