Caffè decaffeinato, fa bene perché…

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Negli ultimi anni è decisamente cresciuto l’appeal del caffè decaffeinato. Merito, naturalmente, della (quasi) assenza di caffeina, che consente così di concedersi qualche tazzina in più rispetto al tradizionale espresso. Ma il fatto di avere una quantità minima di caffeina fa sì che possa essere consumato da chi non vuole, o non può per vari motivi, assumere degli eccitanti. In ogni caso, nel cosiddetto “deca” una quota seppur piccola di caffeina c’è: una tazzina di decaffeinato contiene circa 2 mg di caffeina contro i 50-120 mg di caffè normale.

I tanti benefici in una tazzina dek
Buono, facilmente reperibili dappertutto, il caffè decaffeinato non ha controindicazioni significative. Invece, come ricorda il sito di Humanitas,  fa bene alla salute del fegato grazie alla presenza dei flavonoidi, in grado di proteggere questo organo dai danni provocati dai radicali liberi. Ancora, “ha un forte effetto antiossidante, secondo alcuni studi addirittura maggiore del caffè normale, e sarebbe in grado di prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2 e di stimolare alcune aree del cervello rallentando la progressione del Parkinson. Poiché decaffeinato, può essere assunto anche da soggetti con problemi di cuore. È una bevanda ipocalorica che si presta a essere inserita in qualunque regime alimentare. Il pur ridotto quantitativo di caffeina presente nel caffè decaffeinato sembrerebbe infine essere sufficiente per far sì che questa bevanda possa agire come stimolante della digestione e come analgesico in caso di mal di testa”. Quindi, se siamo dei veri coffee-holic e vogliamo concederci un caffè in più, via libera al decaffeinato!