Caffè al vetro o nella tazzina? Dimmi come lo bevi e ti dirò chi sei

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Vetro o tazzina, questo è il dilemma. In teoria, perché in pratica quando si tratta del recipiente destinato a contenere il caffè, di solito i “partiti” sono perfettamente definiti. E non succede quasi mai che un seguace del vetro passi alla ceramica, o viceversa. La ragione? Anche psicologica, in quanto legata a caratteristiche profonde della nostra personalità.

Vetro per gli impulsivi
In estrema sintesi, chi beve il caffè “al vetro” lo beve prima (infatti si raffredda più velocemente di quanto non accada nella tradizionale tazzina) e soprattutto se lo gode anche con lo sguardo. Il che, secondo le distinzioni della Programmazione Neurolinguistica (la famosa PNL), collima bene con le caratteristiche delle persone visive, che tendono ad approcciare il mondo esterno attraverso il senso della vista (infatti hanno una buona memoria fotografica) e ad essere più impulsive.

Ceramica per i riflessivi
Chi preferisce la tazzina in ceramica, invece, ne vede solo la superficie superiore e lo gusta in un tempo mediamente più lungo, proprio come tendono a fare le persone uditive, più riflessive, calme e naturalmente concentrate sui suoni e sul ritmo.