Anche nello spazio il caffè ti riporta sulla Terra: parola di Paolo Nespoli

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Dura la vita dell’astronauta, lontano da casa – e dal proprio pianeta – per lunghissimi mesi. Eppure, un caffè italiano bevuto nello spazio “mi ha riportato sulla terra”. L’affermazione è di Paolo Nespoli, l’astronauta ospite di Legend19, l’evento organizzato da Lavazza per il primo anno di vita della Nuvola, il suo quartier generale nel cuore di Torino. L’azienda, in partnership con la Argotec, ha realizzato la prima macchina espresso a capsule spaziale, per la Stazione Spaziale Internazionale, la Isspresso.

Un espresso fra le stelleTra i primi ad utilizzarla c’è proprio Nespoli. Che racconta: “Di caffè nello spazio se ne beve tanto. Io non l’ho bevuto perché quello americano non mi piace, finché non è arrivata questa macchina, che permette di fare il caffè italiano”. “Fare il caffè in orbita non è una cosa semplice – ha detto l’astronauta, come riporta l’Ansa -. La Nasa, quando ha visto la macchina per la prima volta, ha detto ‘è come una bomba, c’è acqua a 100 gradi, 3 atmosfere di pressione, non la vogliamo’. Non è stato facile costruirla, ma è venuto fuori un caffè incredibile. Inoltre abbiamo usato un bicchiere disegnato per poter essere usato in assenza di gravità, che mi ha permesso di mettere il naso nella tazzina, sentire questo sapore e avere le labbra bagnate di caffè, cosa che non succede quando bevi nello spazio. È stata una cosa incredibile, mi ha riportato sulla terra”.

Foto: Lavazza