Al bando il galateo, per gustarlo davvero il caffè va “risucchiato”

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Tutti sanno che il caffè va bevuto dalla tazza, che il cucchiaino non va portato alla bocca ma solo usato per mescolare e infine deposto sul piattino. E che assolutamente non va mai annusato. Se queste sono le regole del galateo, quelle per gustare veramente il caffè sono altre. Per assaporare gli aromi e il retrogusto, infatti, bisogna “coinvolgere” gusto e olfatto, entrambi nel modo più completo. Più che alle regole della buona educazione, quindi, è utile richiamarsi a quelle della degustazione del vino. Con l’avvertenza, magari, di non “lasciarsi andare” in pubblico, in un bar affollato, dove probabilmente si finirebbe col dare nell’occhio e fare la figura degli eccentrici, se non dei maleducati. 

Mescolare e… inspirare
La prima regola per gustare veramente il caffè è quello di coglierne gli aromi, “protetti” dalla cremina che si deposita superficialmente sulla tazza. Innanzitutto, quindi, il caffè va mescolato delicatamente e quindi inspirato profondamente, per far sì che le particelle aromatiche che si sprigionano raggiungano la parte posteriore dell’apparato olfattivo. 

Quindi, unA vigorosa inspirazione, col naso vicino alla tazza.

E, questo punto, entra in scena il cucchiaino. Che deve avere la parte concava molto profonda, per contenere una discreta quantità di bevanda, che va ingerita “con risucchio”, in modo da essere miscelata con l’aria e di conseguenza con l’ossigeno in essa contenuta, che ha l’effetto di esaltare le componenti di gusto e aroma. Dopo il primo cucchiaino, si può passare a sorseggiare il caffè direttamente dalla tazza, distribuendolo però in modo il più possibile completo nella bocca, in modo da raggiungere tutte le papille gustative.